Le aree di provenienza
Le ceramiche "esotiche" (islamiche e bizantine), importate a Pisa tra la fine del X e la metà circa del XIII secolo, coprono, ovviamente,
solo in modo parziale il quadro produttivo dei numerosi centri attivi nei paesi del bacino del Mediterraneo. In merito ad una parte di tali prodotti, comunque,
il numero di esemplari è sufficientemente grande da consentire di ricomporre dei gruppi e di definire, per gli stessi, caratteristiche peculiari comuni
(Berti, Tongiorgi 1981a, pp. 161-284; Berti 2002a; Eadem 2002b; Eadem 2003) e da permettere di evidenziare modi di fare ceramica tradizionali, differenti da zona
a zona. Queste conoscenze sono utili, almeno in taluni casi, anche per tracciare su basi concrete le vie di diffusione e di trasmissione dei differenti saperi.
Il riferimento a specifiche aree produttive non è sempre sicuro, ma in non pochi casi le ipotesi formulate sono suffragate da confronti diretti con reperti
recuperati nei probabili luoghi di origine, da analisi minero-petrografiche (ottime per non escludere un riferimento), da considerazioni sui tipi morfologici e
sui "modi di fare ceramica".
Un posto privilegiato coprono le produzioni islamiche del Mediterraneo Occidentale: Sicilia islamica (SI); Tunisia (TN); Spagna (E = al-Andalus e Baleari) e
forse il Marocco (MO), i cui prodotti, stando alle poche notizie al momento disponibili, dovevano avere strette similitudini tecniche con quelli dell'area iberica.
I manufatti pervenuti a Pisa da questi luoghi, tra la fine del X e la metà circa del XIII secolo, sono in numero veramente eccezionale. Proseguiremo con l'Egitto (ET)
che rappresenta quasi un punto di raccordo con centri islamici del Vicino-Oriente (V.O.) e con aree bizantine (BIZ.). Sulle produzioni di queste ultime
località gli scarsi reperti rinvenuti a Pisa, proprio per il loro numero ridotto, forniscono invece solo informazioni molto parziali, mentre ancora
abbastanza significative sono quelle sulle ceramiche importate, tra i primi decenni del XII e la metà circa del XIII secolo, da centri italiani
dell'Italia Meridionale (I.M., compresa la Sicilia non più islamica) e dalla Liguria (SV.). Con i primi decenni del XIII secolo, infine, assistiamo,
come noto, all'inizio della produzione delle "Maioliche Arcaiche" pisane (PI) (Berti 1997b), che, pur non interrompendo l'afflusso delle importazioni,
si affiancano a quellein quantità di tutto rilievo.