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Pietra



Laterizi

L.1 - Tecnica in edifici del 4° quarto XII - primo quarto XIII secolo
Come nella tecnica P. 1 il recipiente risulta collocato dall'interno del muro "a sacco", prima del suo riempimento.


L.2 - Tecnica in edifici dell'inizio del XII - prima metà XIV secolo
È senza ombra di dubbio quella utilizzata più a lungo. I manufatti erano collocati in posto tagliando i mattoni di più filari.


L.2 - Variante - Tecnica in edifici dell'ultimo quarto XII - prima metà XIV secolo
Non sussistono prove sufficienti per stabilire se questa tecnica fu usata sempre, nei casi L. 2., o se fu introdotta soltanto nell'ultimo quarto del XII secolo. La stessa, infatti, è documentata con certezza soltanto da tale momento, nel quale la L. 2 è stata rinvenuta associata al fissaggio del pezzo con un legamento. Il legame in questione circondava e legava il piede del recipiente con un cappio. Gli estremi del legamento proseguivano all'interno del muro, dove erano bloccati con pezzi di pietra e con calce. L'operazione avveniva evidentemente durante la costruzione del muro stesso, prima di posizionare il riempimento del "sacco".


L.3. - Tecnica in edifici del XIII secolo
Per colmare i vuoti intorno all'esemplare venivano impiegati mattoni spezzati in varie forme. Tale tecnica è rimasta bene evidente su qualche edificio lucchese.


L.4. - Tecnica in edifici dell'ultimo quarto XIII - primi decenni del XIV secolo
È un inserimento simile a L.3., ma insieme all'impiego di mattoni volutamente spezzati (come per L.3) ne troviamo usati anche altri in frammenti irregolari. Questa tecnica è associata a Pisa con i coronamenti ad archetti trilobati.





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